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c. LI. DEDICARSI A COSE PIÙ UMILI QUANDO SI VIENE MENO NELLE PIÙ ALTE

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CESARE da Sesto (b. 1477, Sesto Calende, d. 1523, Milano) Madonna and Child with the Lamb of God c. 1515 Oil on panel, 37 x 30 cm Museo Poldi Pezzoli, Milan

Capitolo LI

DEDICARSI A COSE PIÙ UMILI QUANDO SI VIENE MENO NELLE PIÙ ALTE

Tu non riesci, o figlio, a persistere in un fervoroso desiderio di virtù e restare in un alto grado di contemplazione. Talora, a causa della colpa che è all’origine dell’umanità, devi scendere più in basso e portare il peso di questa vita corruttibile, pur contro voglia e con disgusto; disgusto e pesantezza di spirito, che sentirai fino a che vestirai questo corpo mortale. Nella carne, dunque, e sotto il peso della carne devi spesso patire, poiché non sei capace di stare interamente e continuamente in occupazioni spirituali e nella contemplazione di Dio. Allora devi rifugiarti in occupazioni umili e materiali e fortificarti con azioni degne; devi attendere, con ferma fiducia, che io venga dall’alto e mi manifesti a te; devi sopportare con pazienza il tuo esilio e la tua aridità di spirito, fino a che io non venga di nuovo a te, liberandoti da tutte le angosce. Invero ti farò dimenticare le tue fatiche, nel godimento della pace interiore; ti aprirò dinanzi il campo delle Scritture, nel quale potrai cominciare a correre con animo sollevato «la via dei mie comandamenti» (Sal 118,32). Allora dirai: «i patimenti di questo mondo non sono nulla in confronto alla futura gloria, che si rivelerà in noi» (Rm 8,18).

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