Crea sito
You are here
Home > Scritti spirituali > c. XXIV. GUARDARSI DALL’INDAGARE CURIOSAMENTE LA VITA DEGLI ALTRI

c. XXIV. GUARDARSI DALL’INDAGARE CURIOSAMENTE LA VITA DEGLI ALTRI

00virgin

ANGELICO, Fra (b. ca. 1400, Vicchio nell Mugello, d. 1455, Roma) Madonna and Child
c. 1433 Poplar, 70 x 51 cm Staatliche Museen, Berlin

Capitolo XXIV

GUARDARSI DALL’INDAGARE CURIOSAMENTE LA VITA DEGLI ALTRI

  1. Figlio, non essere curioso; non prenderti inutili affanni. Che t’importa di questo e di quello? «Tu segui me» (Gv 21,22). Che ti importa che quella persona sia di tal fatta, o diversa, o quell’altra agisca e dica così e così? Tu non dovrai rispondere per gli altri; al contrario renderai conto per te stesso. Di che cosa dunque ti vai impicciando? Ecco, io conosco tutti, vedo tutto ciò che accade sotto il sole e so la condizione di ognuno: che cosa uno pensi, che cosa voglia, a che cosa miri la sua intenzione. Tutto deve essere, dunque, messo nelle mie mani. E tu mantieniti in pace sicura, lasciando che altri si agiti quanto crede, e metta agitazione attorno a sé: ciò che questi ha fatto e ciò che ha detto ricadrà su di lui, poiché, quanto a me, non mi può ingannare.
  1. Non devi far conto della vanità di un grande nome, né delle molte amicizie, né del particolare affetto di varie persone: tutte cose che sviano e danno un profondo offuscamento di spirito. Invece io sarò lieto di dirti la mia parola e di palesarti il mio segreto, se tu sarai attento ad avvertire la mia venuta, con piena apertura del cuore. Stai dunque in guardia, veglia in preghiera (1 Pt 4,7), e umiliati in ogni cosa (Sir 3,20).

Top