Crea sito
You are here
Home > Varia > c. XXXIX. NESSUN AFFANNO NEL NOSTRO AGIRE

c. XXXIX. NESSUN AFFANNO NEL NOSTRO AGIRE

diptych

SCOREL, Jan van (b. 1495, Schoorl, d. 1562, Utrecht) Diptych 1525-30
Oil on panel, 66 x 44 cm (each panel) Kartinnaja Galerija, Tambov and Staatliche Museen, Berlin

Capitolo XXXIX

NESSUN AFFANNO NEL NOSTRO AGIRE

  1. O figlio, ogni tua faccenda affidala a me; al tempo giusto disporrò sempre io per il meglio. Attieniti al mio comando e ne sentirai vantaggio. O Signore, di gran cuore affido a te ogni cosa; poco infatti potranno giovare i miei piani. Volesse il cielo che io non fossi tanto preso da ciò che potrà accadere in futuro, e mi offrissi, invece, senza esitare alla tua volontà.
  1. O figlio, capita spesso che l’uomo persegua con ardore alcunché di cui sente la mancanza; e poi, quando l’ha raggiunto, cominci a giudicare diversamente, perché i nostri amori non restano fermi intorno a uno stesso punto, e ci spingono invece da una cosa all’altra. Non è una questione da nulla rinunciare a se stessi, anche in cose di poco conto. Il vero progresso dell’uomo consiste nell’abnegazione di sé. Pienamente libero e sereno è appunto soltanto chi rinnega se stesso. Ecco, però, che l’antico avversario, il quale si pone contro tutti coloro che amano il bene, non tralascia la sua opera di tentazione; anzi, giorno e notte, prepara gravi insidie, se mai gli riesca di far cadere nel laccio dell’inganno qualcuno che sia poco guardingo. «Vegliate e pregate, dice i Signore, per non entrare in tentazione» (Mt 26,41).

Top