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I Fioretti di S. Francesco, c. I

San Francesco d’Assisi in un ritratto di Andrea Vanni

I FIORETTI DI SAN FRANCESCO

CAPITOLO PRIMO

Al nome del nostro Signore Gesù Cristo crocifisso e della sua Madre Vergine Maria.

In questo libro si contengono certi fioretti miracoli ed esempi divoti del glorioso poverello di Cristo messer santo
Francesco e d’alquanti suoi santi compagni. A laude di Gesù Cristo. Amen.

Incipit dei Fioretti (Da BEIC, biblioteca digitale.) Autore Giovanni dei Marignoli 1ª ed. originale XIV secolo.

In prima è da considerare che il glorioso messere santo Francesco in tutti gli atti della vita sua fu conforme a Cristo benedetto: ché come Cristo nel principio della sua predicazione elesse dodici Apostoli a dispregiare ogni cosa mondana, a seguitare lui in povertà e nell’altre virtù; così santo Francesco elesse dal principio del fondamento dell’Ordine dodici compagni possessori dell’altissima povertà.

come un de’ dodici Apostoli, il quale si chiamò Iuda Scariotto, apostatò dello apostolato, tradendo Cristo, e impiccossi se medesimo per la gola: così uno de’ dodici compagni di santo Francesco, ch’ebbe nome frate Giovanni dalla Cappella, apostatò e finalmente s’impiccò se medesimo per la gola.

E questo agli eletti è grande esempio e materia di umiltà e di timore, considerando che nessuno è certo perseverare infino alla fine nella grazia di Dio.

E come que’ santi Apostoli furono a tutto il mondo maravigliosi di santità e d’umiltà, e pieni dello Spirito Santo; così que’ santi compagni di santo Francesco furono uomini di tanta santità, che dal tempo degli Apostoli in qua il mondo non ebbe così maravigliosi e santi uomini: imperò ch’alcuno di loro fu ratto infino al terzo Cielo come Santo Paulo, e questo fu frate Egidio; alcuno di loro, cioè fra Filippo Lungo, fu toccato le labbra dall’Agnolo col carbone del fuoco come Isaia profeta, alcuno di loro, ciò fu frate Silvestro, che parlava con Dio come l’uno amico coll’altro, a modo che fece Moisè; alcuno volava per sottilità d’intelletto infino alla luce della divina sapienza come l’aquila, cioè Giovanni evangelista, e questo fu frate Bernardo umilissimo il quale profondissimamente esponea la Scrittura santa: alcuno di loro fu santificato da Dio e canonizzato in Cielo vivendo egli ancora nel mondo, e questo fu frate Ruffino gentile uomo d’Ascesi; e così furono tutti privilegiari di singolare segno di santità, siccome nel processo si dichiara.

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