Crea sito
You are here
Home > Scritti spirituali > IMITAZIONE DI CRISTO L. III. c. II. SI FA SENTIRE DENTRO DI NOI SENZA ALTISONANTI PAROLE

IMITAZIONE DI CRISTO L. III. c. II. SI FA SENTIRE DENTRO DI NOI SENZA ALTISONANTI PAROLE

2duran

WEYDEN, Rogier van der (b. 1400, Tournai, d. 1464, Bruxelles) Virgin and Child (Durán Madonnac. 1440 Oil on panel, 100 x 52 cm Museo del Prado, Madrid

Capitolo II

SI FA SENTIRE DENTRO DI NOI SENZA ALTISONANTI PAROLE

  1. «Parla, o Signore, il tuo servo ti ascolta» (1 Sam 3,10). «Io sono il tuo servo; dammi luce per apprezzare quello che tu proclami» (Sal 118,125). Disponi il mio cuore alle parole della tua bocca; il tuo dire discenda come rugiada. Dissero una volta a Mosè i figli di Israele: «Parlaci tu, e potremo ascoltarti; non ci parli il Signore, affinché non avvenga che ne moriamo» (Es 20,19). Non così, la mia preghiera, o Signore. Piuttosto, con il profeta Samuele, in umiltà e pienezza di desiderio, io ti chiedo ardentemente: «Parla, o Signore, il tuo servo ti ascolta» (1 Sam 3,10). Non mi parli Mosè o qualche altro profeta; parlami invece tu, Signore Dio, che ispiri e dai luce a tutti i profeti: tu solo, senza di loro, mi puoi ammaestrare pienamente; quelli, invece, senza di te, non gioverebbero a nulla. Possono, è vero, far risuonare parole, ma non danno lo spirito; parlano bene, ma, se tu non intervieni, non accendono il cuore; lasciano degli scritti, ma sei tu che ne mostri il significato; presentano i misteri, ma sei tu che sveli il senso di ciò che sta dietro al simbolo; emettono ordini, ma sei tu che aiuti ad eseguirli; indicano la strada, ma sei tu che aiuti a percorrerla. Essi operano solamente all’esterno, ma tu prepari ed illumini i cuori; essi irrigano superficialmente, ma tu rendi fecondi; essi fanno risuonare delle parole, ma sei tu che aggiungi all’ascolto il potere di comprendere.
  1. Non mi parli dunque Mosè; parlami tu, Signore mio Dio, verità eterna, affinché, se ammonito solo esteriormente e privo di fuoco interiore, io non resti senza vita e non mi isterilisca; affinché non mi sia di condanna la parola udita non tradotta in pratica, conosciuta ma non amata, creduta ma non osservata. «Parla, dunque, o Signore, il tuo servo ti ascolta» (1 Sam 3,10): «tu hai infatti parole di vita eterna» (Gv 6,69). Parlami, affinché scenda un po’ di consolazione all’anima mia, e tutta la mia vita sia purificata. E a te sia lode e onore perpetuo.

Top