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Racconti di un pellegrino russo. Primo racconto. Pregate senza posa (II)

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Mi accolse con bontà, mi fece sedere e mi offrì da mangiare.

Padre santo, gli dissi, non ho bisogno di un pranzo; vorrei invece che voi mi deste un insegnamento spirituale: come fare per salvare l’anima?

Ecco: vivi secondo i comandamenti, prega Dio e sarai salvo!

Ho sentito dire che bisogna pregare senza posa, ma non so come fare a pregare senza posa e non posso nemmeno comprendere che cosa significhi la preghiera perpetua. Vi prego, Padre, spiegatemi questo.

Non so, fratello, come spiegartelo meglio. Ma aspetta. Ho un piccolo libro dove questo è esposto bene – e prese L’istruzione spirituale dell’uomo interiore di san Dimitri –: prendi, leggi questa pagina.

Cominciai a leggere questo passo: Le parole dell’Apostolo: Bisogna pregare senza posa si applicano alla preghiera fatta con l’intelligenza; l’intelligenza, infatti, può essere sempre immersa in Dio e pregarlo senza posa.

Vi prego, spiegatemi come l’intelligenza può rimanere sempre immersa in Dio senza distrarsi e pregarlo senza posa.

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16 gennaio 2018, 08:24 L’arrivo di Papa Francesco in Cile * Cerimonia di benvenuto a Santiago del Cile

È molto difficile, se Dio non avrà concesso questo dono, disse il superiore.

Ma non aveva detto niente. Rimasi da lui tutta la notte, e il mattino, dopo averlo ringraziato per la sua cortese accoglienza, mi misi in cammino senza saper bene dove andare. Ero triste per la mia incapacità di capire, e per consolazione leggevo la santa Bibbia. Così per cinque giorni seguitai a camminare per la strada maestra; finalmente, una sera, incontrai un vecchietto che aveva l’aria di un religioso. Alla mia domanda, rispose che era monaco e che l’eremo in cui viveva con alcuni confratelli era a dieci verste dalla strada; mi invitò ad andare da loro.

Da noi, mi disse, si ricevono i pellegrini, li alloggiamo e diamo loro da mangiare nella nostra foresteria.

Non avevo proprio alcuna voglia di andarci e gli dissi:

Il mio riposo non dipende da un alloggio, ma da un insegnamento spirituale; non cerco un pasto, ho abbastanza pane nel mio sacco.

Quale insegnamento vai cercando? Cosa desideri capire meglio? Vieni da noi, caro fratello: abbiamo alcuni starets così esperti che possono darti un indirizzo spirituale e guidarti sulla via vera alla luce della parola di Dio e degli insegnamenti dei santi Padri.

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La preghiera sulla tomba di Mons. Enrique Alvear Urrutia

Vedete, padre, è un anno ormai che, ascoltando leggere l’Ufficio, ho inteso questo comando dell’apostolo: Pregate senza posa. Non sapendo come interpretare questa espressione, mi sono messo a leggere la Bibbia. E anche in essa, in molti passi, ho trovato il comando di Dio: bisogna pregare senza posa, sempre, in ogni occasione, in ogni luogo, non solo durante il lavoro quotidiano, non solo quando si è svegli, ma anche nel sonno: Io dormo ma il mio cuore è desto. Questo mi ha molto sorpreso e non ho potuto comprendere come si possa compiere tal cosa e quali sono i mezzi per arrivarvi; si è destato in me un desiderio vivo e un’ardente curiosità: queste parole non mi hanno più dato pace né di giorno né di notte. Così mi sono messo a frequentare le chiese, ho ascoltato le prediche sulla preghiera; ma ascolta ascolta, non ho mai sentito dire come si fa a pregare senza posa. Si parlava sempre della preparazione alla preghiera o dei suoi frutti, senza che fosse insegnato come pregare senza posa e quel che significa una simile preghiera. Ho letto spesso la Bibbia e vi ho trovato quel che avevo sentito; ma non sono ancora riuscito a comprendere quello che vorrei sapere. Così dal quel tempo io continuo a essere incerto e inquieto.

Ringrazia Dio, fratello caro, perché ti ha rivelato un’attrazione così viva in te verso la preghiera interiore perpetua. Vedi in questo la chiamata di Dio e calmati, pensando che così l’accordo tra la tua volontà e la volontà divina è stato giustamente provato; egli ti ha dato di comprendere che né la saggezza di questo mondo, né un desiderio vano di conoscenza possono guidare alla luce celeste – la preghiera perpetua – ma la povertà di spirito e l’esperienza attiva nella semplicità del cuore. Ecco perché non fa meraviglia che tu non abbia inteso nulla di profondo sull’azione di pregare e che non abbia potuto imparare come giungere a questa attività perpetua. In verità si predica molto sulla preghiera e ci sono molti lavori recenti su questo argomento, ma tutti i giudizi dei loro autori sono basati sulla speculazione intellettuale, sui concetti della ragione naturale e non sull’esperienza nutrita dall’azione, parlano più di quel che è accessorio alla preghiera che non della sua essenza. Uno spiega magnificamente perché è necessario pregare; un altro parla della potenza e degli effetti benefici della preghiera; un terzo delle condizioni necessarie per pregare bene, ossia lo zelo, l’attenzione, il fervore del cuore, la purità di spirito, l’umanità, il pentimento, tutti sentimenti necessari per accingersi a pregare. Ma che cosa sia la preghiera e a come si impari a pregare – problemi che pure sono essenziali e fondamentali – è raro trovare risposta nei predicatori di oggi; perché questo è più difficile di tutte le loro spiegazioni e richiede non una cultura scolastica, ma una conoscenza mistica. E quel che è più triste, questa saggezza elementare e vana porta a misurare Dio con una misura umana. Molti commettono un grande errore quando pensano che i mezzi preparatori e le buone azioni generano la preghiera, mentre in realtà la fonte delle opere e di tutte le virtù è proprio la preghiera. Essi, erroneamente, scambiano i frutti o le conseguenze della preghiera con i mezzi per arrivarci, e così ne diminuiscono la forza. È un punto di vista completamente opposto alla Scrittura, perché l’Apostolo Paolo così parla della preghiera: Vi scongiuro prima di tutto di pregare. Così L’Apostolo pone la preghiera al di sopra di tutto: vi scongiuro prima di tutto di pregare. Al cristiano si chiede di compiere molte opere buone, ma l’opera della preghiera è al di sopra di tutte le altre, perché senza di lei non si può trovare la via che conduce al Signore, conoscere la Verità, crocifiggere la carne con le sue passioni e i suoi desideri, essere illuminato nel cuore dalla luce di Cristo e unirsi a lui nella salvezza. Dico frequente, perché la perfezione e la correzione della nostra preghiera non dipendono da noi, come ancora dice l’Apostolo Paolo:

Non sappiamo quel che bisogna domandare.

Solo la frequenza è lasciata in nostro potere come mezzo per raggiungere la purezza di preghiera, che è la madre di ogni bene spirituale. Acquista la madre e avrai la discendenza, dice sant’Isacco il Siriaco, insegnando che bisogna acquistare prima la preghiera per poter mettere in pratica tutte le virtù. Ma conoscono male tali questioni e ne parlano poco quelli che non si sono familiarizzati con la pratica e gli insegnamenti misteriosi dei Padri.

Come Benedetto ai prieghi di alcuni eremiti consente di essere loro capo

Così conversando, eravamo arrivati senza accorgercene fino all’eremo. Per non separarmi da quel saggio vecchietto e soddisfare tutto il mio desiderio, mi affrettai a dirgli:

Vi prego, venerando Padre, spiegatemi che cosa è la preghiera interiore perpetua e come la si può imparare; vedo che voi ne avete un’esperienza profonda e sicura.

Lo starets accolse la mia domanda con bontà e mi invitò a rimanere con lui:

Vieni da me, ti darò un libro dei Padri che ti farà comprendere in modo chiaro che cosa sia la preghiera e te la farà imparare con l’aiuto di Dio.

Entrammo nella sua cella e lo starets mi rivolse queste parole:

Starec, spesso traslitterato in starets (dal russo стaрец, derivato da стaрый, staryjanziano; femm. стaрицa, starica, pl. стaрцы, starcy) è un termine russo che si riferisce ai mistici cristiani ortodossi dotati di particolare carisma e seguito.

Il termine non designa necessariamente monaci o religiosi, ma anche contadini o popolani che in seguito a rivelazioni o visioni hanno scelto la via dell’eremitaggio o dell’assistenza ai malati e agli infermi, guadagnandosi la fama di compiere prodigi.

Tali figure sorsero già all’inizio del monachesimo orientale in PalestinaEgitto e Grecia e arrivarono in Russia solo molto dopo. La loro caratteristica fondamentale risiedeva nel seguito che riscontravano nel popolo e nelle classi più agiate: venerati come santi, profeti di Dio o prescelti erano chiamati per sanare contese, consigliare i dubbiosi e guarire i malati. Famoso starec, anche per l’influenza sinistra che esercitò sulla corte dei Romanov, fu Rasputin. Alcune persone facevano veri e propri voti di devozione, ubbidendo agli starcy ciecamente e incondizionatamente; esisteva d’altra parte una forma di paternità spirituale che era possibile stabilire con lo starec, chiamata starčestvo.

Ne parla diffusamente Dostoevskij ne I fratelli Karamazov (ponendo l’accento soprattutto sul jurodivyj Zosima), così come l’ignoto autore dei celebri Racconti di un pellegrino russo. Ecco la definizione di Dostoevskij:

« Lo starets è qualcuno che prende la vostra anima e la vostra volontà e le assimila nella propria anima e nella propria volontà […] al punto di potere alla fine raggiungere, con una vita di obbedienza, la libertà assoluta, cioè la libertà dal proprio “io”, e sfuggire così alla sorte di chi ha vissuto una vita intera senza ritrovare se stesso »

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