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Racconti di un pellegrino russo. Primo racconto. Pregate senza posa (III)

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VILLE DE GENÈVE – Mur des Réformateurs. Elevé dans le parc des Bastions, contre l’authentique enceinte construite au XVIe siècle pour protéger la Cité, le monument international de la Réformation fut construit dès 1909, pour le 400e anniversaire de la naissance de Calvin et le 350e de la fondation de l’AcadémieGuillaume Farel, Jean Calvin, Théodore de Bèze et John Knox

La preghiera di Gesù, interiore e costante, è l’invocazione continua e ininterrotta del nome di Gesù con le labbra, con il cuore e con l’intelligenza, nella certezza della sua presenza in ogni luogo, in ogni tempo, anche durante il sonno. Si esprime con queste parole:

“Signore Gesù Cristo, abbiate pietà di me!”

s-bernardino-da-sienaChi si abitua a questa invocazione ne riceve gran consolazione e prova il bisogno di dire sempre questa preghiera; dopo un po’ di tempo, non può più vivere senza ed essa scorre in lui da sola. Comprendi ora cos’è la preghiera perpetua?

Lo comprendo benissimo, padre! In nome di Dio, insegnatemi ora come arrivarci! Esclamai pieno di gioia.

Come si impari la preghiera, lo vedremo in questo libro, che si chiama Filocalia, e contiene la scienza completa e particolareggiata della preghiera interiore perpetua esposta da venticinque Padri; è così utile e perfetto da essere considerato la guida essenziale della vita contemplativa e, come dice il beato Niceforo, “conduce alla salvezza senza pena e senza dolore”.

È allora più alto della Bibbia? Gli chiesi.

Non è più alto né più santo della Bibbia, no. Ma contiene le spiegazioni luminose di tutto quel che rimane misterioso, nella Bibbia, a cagione della debolezza del nostro spirito, la cui vista non arriva fino a quelle altezze. Ecco un’immagine: il sole è un astro maestoso, splendente e superbo; ma non si può guardarlo a occhio nudo. Per contemplare questo re degli astri e sopportare il suo sguardo di fiamma, bisogna usare un vetro artificiale, infinitamente più piccolo e più opaco del sole. Bene: la Scrittura è quel sole splendente e la Filocalia quel pezzo di vetro. Ascolta, ora ti leggerò come esercitarsi alla preghiera interiore perpetua.

Lo starets aprì la Filocalia, scelse un passo di Simeone il Nuovo Teologo e cominciò.

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Rimani assiso nel silenzio e nella solitudine, piega il capo, chiudi gli occhi; respira più dolcemente, guarda con l’immaginazione nell’intimo del tuo cuore, raccogli la tua intelligenza, ossia il tuo pensiero, dalla testa al cuore. Scandisci respirando:

“Signore Gesù Cristo, abbiate pietà di me”,

a voce bassa, o anche soltanto con la mente. Sforzati di cacciar via ogni pensiero, sii paziente e ripeti questo esercizio“.

Poi lo starets mi spiegò tutto questo con degli esempi, e leggemmo ancora nella Filocalia le parole di san Gregorio il Sinaita e dei beati Callisto e Ignazio. Tutto quel che leggemmo lo starets me lo spiegava con parole sue. Io stavo attento ed estatico, sforzandomi di fissare tutte quelle parole nella memoria con la maggior precisione. Passammo così tutta la notte e andammo a mattutino senza aver dormito mai. Lo starets, congedandomi, mi benedisse e mi esortò a tornare con franchezza e semplicità di cuore, perché è vano accingersi senza guida all’opera dello spirito. In chiesa sentii in me uno zelo che mi incitava a studiare con attenzione la preghiera perpetua, e chiesi a Dio di volermi aiutare. Poi mi venne il timore che sarebbe stato molto difficile andare dallo starets per confessarmi e chiedergli consiglio; in foresteria non potevano ospitarmi più di tre giorni e nei dintorni non c’era alcun modo di essere alloggiato… 

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