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S. FRANCESCO DI SALES > FILOTEA INTRODUZIONE ALLA VITA DEVOTA > p. III c. XVI

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BELLINI, Giovanni – Italian painter, Venetian school (b. ca. 1426, Venezia, d. 1516, Venezia), Pietà (detail1472 Tempera on canvas
Palazzo Ducale, Venice

Capitolo XVI

COME PRATICARE LA RICCHEZZA DI SPIRITO NELLA POVERTÀ REALE

Se sei povera di fatto, cara Filotea, cerca di esserlo anche nello spirito; fa di necessità virtù, e considera la pietra preziosa della povertà per quello che vale. Il mondo non apprezza il suo splendore che rimane ugualmente meraviglioso e unico.

Coraggio, Filotea, sei in buona compagnia: Nostro Signore, la Madonna, gli Apostoli, tanti Santi e Sante sono stati poveri, pur avendo avuto la possibilità di essere ricchi, se l’avessero voluto. Quante persone del mondo, vincendo contrasti, a volte durissimi, sono andati alla ricerca, con un amore impareggiabile, di madonna Povertà nei chiostri e negli ospedali. E hanno tanto sofferto per trovarla! Lo testimoniano S. Alessio, S. Paola, S. Paolino, S. Angela e tanti altri. Per te, Filotea, la Povertà si è scomodata personalmente ed è venuta a trovarti; l’hai incontrata senza bisogno di cercarla nella sofferenza. Abbracciala perché è l’amica del cuore di Gesù Cristo, che è nato, vissuto e morto con lei vicino; per tutta la vita l’ha avuta per governante.

La tua povertà, Filotea, ha due grandi privilegi che possono procurarti molto merito.

Il primo è che non l’hai scelta tu, ma è la volontà di Dio che ti ha creata povera senza alcun concorso della tua volontà. Ora ciò che riceviamo dalla volontà di Dio senza altri interventi, gli è gradito di più, se noi l’accettiamo di cuore e per amore della sua santa volontà; quando c’è poco di nostro, c’è molto di DIO.

L’accettazione pura e semplice della volontà di Dio rende purissima la sofferenza.

Il secondo privilegio di questa povertà è quello di essere povera sul serio. Una povertà lodata, corteggiata, stimata, aiutata e assistita assomiglia piuttosto alla ricchezza, o, perlomeno, non è povera del tutto; ma una povertà disprezzata, isolata, rinfacciata e abbandonata è veramente povera. Così è abitualmente la povertà della gente che vive nel mondo: non sono poveri perché l’hanno voluto, ma perché ci si sono trovati, e di questo non si tiene conto; e per il fatto che di questo non si tiene conto, la loro povertà è più povera di quella dei religiosi, benché, d’altra parte, questa abbia un valore più grande e raccomandabile, a motivo del voto e dell’intenzione per cui è stata scelta.

Non lamentarti, dunque, cara Filotea, della tua povertà; ci si lamenta soltanto di ciò che ci dispiace; e se la povertà ti dispiace, non sei povera nello spirito, ma anzi ricca nel cuore. Non lamentarti di non essere aiutata come si dovrebbe; in questo consiste il valore della povertà. Voler essere poveri e non volerne patire gli inconvenienti, è una pretesa assurda. È pretendere l’onore della povertà e gli agi delle ricchezze.

Non vergognarti di essere povera e di chiedere l’elemosina per carità; accetta con umiltà quello che ti verrà dato e sopporta l’eventuale rifiuto con dolcezza. Ricordati spesso del viaggio che la Madonna fece in Egitto per portare in salvo il Figlio, e quanto disprezzo, povertà e miseria dovette sopportare! Se vivrai così sarai molto ricca nella tua povertà.

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