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S. Vincenzo Ferrer | Trattato della vita spirituale | p. II, c. VII. Condotta che si deve tenere nell’esercizio del santo ministero

11mystic

MEMLING, Hans (b. ca. 1440, Seligenstadt, d. 1494, Bruges) The Mystic Marriage of St Catherine 1479-80 Oil on wood, 67 x 72 cm Metropolitan Museum of Art, New York

CAPITOLO VII.

Condotta che si deve tenere nell’esercizio del santo ministero

Nelle prediche e nelle esortazioni (13), usa un parlare semplice e familiare per spiegare in particolare quello che bisogna fare. Per quanto è possibile appoggia la tua parola con esempi, affinché il peccatore reo del medesimo peccato si senta colpito come se tu predicassi per lui solo. Ma parla in tal modo che apparisca che le tue parole sono il frutto, non di un’anima superba e irritata, ma delle viscere d’una carità paterna. Sii un padre che s’impietosisca dei suoi figli colpevoli, gravemente malati, giacenti in una fossa profonda e ch’egli vuol liberare. Sii una madre che carezza i suoi figli. Riponi la tua gioia nei progressi che loro meriteranno la gloria del Paradiso.

Così tu farai del bene ai tuoi uditori, dovechè sarebbero poco commossi se tu non facessi altro che svolgere idee generali sui vizi e sulle virtù.

Lo stesso dicasi per le confessioni: sia che abbi da incoraggiare i timidi o da spaventare gl’induriti, mostra a tutti una carità profonda. Fa sì che il peccatore senta sempre che la pura carità ispira le tue esortazioni. Perciò qualche parola dolce deve sempre preparare un rimprovero.

Tu adunque che vuoi essere utile alle anime, comincia col ricorrere a Dio con tutto il tuo cuore, e domandagli con semplicità che infonda in te la carità, che è la somma delle virtù e il mezzo per compire quello che desideri.

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