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S. Vincenzo Ferrer | Trattato della vita spirituale | p. II, c. VIII. Condotta che si deve tenere in certe tentazioni

13john

MEMLING, Hans (b. ca. 1440, Seligenstadt, d. 1494, Bruges) St John Altarpiece
1474-79 Oil on oak panel, 173,6 x 173,7 cm (central), 176 x 78,9 cm (each wing)
Memlingmuseum, Sint-Janshospitaal, Bruges

CAPITOLO VIII.

Condotta che si deve tenere in certe tentazioni

Per la gloria di N. S. Gesù Cristo t’indicherò i rimedi contro alcune tentazioni spirituali che Dio permette molto comunemente in questo tempo per la purificazione e prova degli eletti. Esse non attaccano apertamente nessun articolo principale della fede, ma l’uomo perspicace vede subito che tendono a distruggere questi fondamenti della nostra religione e preparano all’Anticristo la cattedra e il trono.

Non le esporrò minutamente per non essere occasione di scandalo o di caduta a nessuno, ma ti dirò con quale prudenza devi regolarti per trionfarne.

Queste tentazioni vengono da due lati: prima dalle suggestioni e illusioni del demonio che inganna l’uomo nelle sue relazioni con Dio e in tutto ciò che si riferisce a Dio; poi dalla dottrina corrotta e dai costumi di quelli che già sono caduti in queste tentazioni. T’indicherò dunque quale dev’essere la tua condotta riguardo agli uomini, riguardo alla loro dottrina e al loro modo di vivere.

  • I. – TENTAZIONI CHE VENGONO DALLE SUGGESTIONI DIABOLICHE.

Ecco dunque i rimedi contro le tentazioni spirituali che il diavolo eccita in alcune anime.

Non desiderare le grazie straordinarie

Primo rimedio. Quelli che vogliono vivere nella volontà di Dio non devono desiderare di ottenere coll’orazione, colla contemplazione o con altre opere di perfezione, visioni, rivelazioni o sentimenti soprannaturali che eccedono lo stato ordinario di quelli che hanno per Dio un timore e un amore sincerissimo. Perché un simile desiderio non può venire che da un fondo di orgoglio e di presunzione, da una curiosità vana riguardo a Dio e da una fede troppo fragile. La grazia di Dio abbandona l’anima presa da questo desiderio e la lascia cadere in queste illusioni e in queste tentazioni del demonio che la seduce con false visioni e con rivelazioni. È la tentazione più comune del nostro tempo. Sappi che le vere rivelazioni e godimenti spirituali dei segreti di Dio non sono il frutto di questi desideri, come di nessuno sforzo umano. Dio solo li dà all’anima profondamente umile, che desidera ardentemente e rispettosamente di conoscerlo. Ma sarebbe un commettere il medesimo sbaglio l’esercitarsi nell’umiltà e nel timore di Dio per ottenere visioni, rivelazioni e consolazioni spirituali.

Consolazioni spirituali e umiltà

Secondo rimedio. Quando preghi o contempli, non tollerare mai nell’anima tua alcuna consolazione, sia pure minima, se vedi ch’essa fondasi nella presunzione e nella stima di te stesso, se t’induce a desiderare felicità e riputazione e a crederti degno di lode e di gloria in questo mondo o delle gioie del Paradiso.

L’anima che si prende piacere di simile consolazione cade in parecchi errori funesti. Dio, per un giusto giudizio, permette al demonio di accrescere queste consolazioni, di rinnovarle e di far nascere in quest’anima sentimenti falsissimi e pericolosissimi ch’ella prende per comunicazioni divine. Ahi! mio Dio, quante anime ingannate da queste illusioni! Tieni per certo che tal è la sorgente della maggior parte dei rapimenti, o piuttosto dei furori dei precursori dell’ Anticristo.

Guardati adunque, nell’orazione o contemplazione, dall’accettare alcuna consolazione, se non viene dalla perfetta cognizione e dal sentimento completo della tua bassezza e imperfezione, sentimento e cognizione ch’essa deve sviluppare, e se in presenza della grandezza e sublimità di Dio essa non fa nascere un rispetto profondo con un ardente desiderio del suo onore e della sua gloria.

Visioni, fede e purezza

Terzo rimedio. Ogni sentimento, anche altissimo, ogni visione, anche sublime, quando t’indispongono contro un articolo di fede, contro i buoni costumi, specialmente contro l’umiltà e la purezza, abbili in orrore: sono certamente opera del demonio.

Quando pure la tua visione non t’ispiri nulla di simile e ti rechi la certezza che viene da Dio e ti spinga a fare la volontà divina, tuttavia non t’appoggiare sopra di essa.

Consigli dei visionari

Quarto rimedio. Qualunque sia la pietà, la santità di vita, l’elevatezza d’intelligenza ed altre qualità d’una persona, non seguire mai i suoi consigli e i suoi esempi, se hai ragione di credere che i suoi consigli non sono secondo Dio o secondo la prudenza cristiana e che non t’impegnerebbero nella via tracciata da Gesù Cristo e dai Santi e rischiarata dalle sante Scritture.

Disprezzando i loro consigli, non avere alcun timore di cadere nell’orgoglio o nella presunzione; perché agisci per zelo e per amore della verità.

Non frequentare i visionari

Quinto rimedio. Fuggi la compagnia e la familiarità di coloro che seminano e divulgano queste tentazioni, come di coloro che le difendono e le lodano. Non ascoltare né i loro racconti, né le loro spiegazioni. Non cercar di vedere ciò che fanno. Perché il demonio non mancherebbe di farti vedere, nelle loro parole e nei loro gesti, dei segni di perfezione, a cui forse presteresti fede per cadere e perderti con essi.

  • 2. – TENTAZIONI CHE VENGONO DALLE FALSE DOTTRINE E DAI CATTIVI ESEMPI.

Ti verrò pure indicando i rimedi da usare contro la dottrina e gli esempi di talune persone che propagano queste tentazioni.

Prudenza e discrezione nell’esame

Primo rimedio. Non far gran conto delle loro visioni, dei loro sentimenti straordinari né delle loro estasi. Anzi, se ti dicono qualche cosa contro la fede, la Sacra Scrittura o i buoni costumi, abbine, orrore: tutte queste visioni ed estasi sono pure follie, frenesie diaboliche.

Ma se sono conformi alla fede, alla Sacra Scrittura, agli esempi dei Santi e ai buoni costumi, non le disprezzare, perché ti esporresti a disprezzare ciò che viene da Dio. Non te ne fidare però senza riserva, perché spesso, specialmente nelle tentazioni spirituali, il falso si nasconde sotto l’apparenza del vero, Il male sotto l’apparenza del bene: il demonio può così spandere il suo veleno mortale in un maggior numero d’anime senza diffidenza.

La condotta più gradita a Dio in queste occasioni, mi sembra, è di non fermarsi punto a queste visioni, a queste estasi ed altri fatti straordinari, nonostante la loro apparenza di bene e di verità. Lasciali per quello che sono, salvochè non accadano a persone d’una tale santità, d’una tale prudenza e d’una tale umiltà da essere certo che non possano essere sedotte dalle illusioni e dagli artifizi del diavolo. Anche allora, quantunque sia bene rispettare le visioni e i giudizi di tali persone, tu avrai la prudenza di prestare la tua fiducia non tanto perché sono visioni, quanto purché sono conformi alla fede cattolica, alla Sacra Scrittura, ai buoni costumi e agli esempi dei Santi.

Riflessione e consiglio prima d’agire

Secondo rimedio. Se qualche rivelazione o movimento straordinario ti spinge a compire un’opera, specialmente un’opera importante che esce dalle tue abitudini e di cui ti domandi se essa piacerà a Dio, prima d’agire aspetta finché tu abbia esaminato tutte le circostanze, particolarmente il fine, e abbia la certezza d’essere accetto a Dio.

Tuttavia non ne giudicare da te stesso, ma, per quanto è possibile, seguendo le regole tratte dalla Sacra Scrittura e dagli esempi dei Santi che possiamo imitare. Dico: esempi che possiamo imitare, perché S. Gregario c’insegna che molti Santi fecero cose che non sono imitabili, per quanto buone in se stesse. Basta aver per esse rispetto e ammirazione.

E se non arrivi a conoscere la volontà di Dio, domanda a persone di vita e di dottrina sicura un consiglio sincero.

Rallegrarsi di seguire la via ordinaria

Terzo rimedio. Se sei esente da queste tentazioni a tal punto da non averle provate, o se, avendole provate, ne hai trionfato, solleva la tua mente e il tuo cuore a Dio per riconoscere umilmente questo grande benefizio. Ringrazialo spesso o piuttosto non cessar di ringraziarlo di questo favore. Guardati bene dall’attribuir alle tue forze, alla tua sapienza, ai tuoi meriti, alla tua condotta o al caso quello che hai avuto gratuitamente dalla bontà di Dio. I Santi c’insegnano che per questo soprattutto Dio ci sottrae la sua grazia e ci lascia in preda alle tentazioni e alle illusioni del demonio.

Non far nulla nel dubbio

Quarto rimedio. Quando provi qualche tentazione spirituale che ti getta nel dubbio, non intraprendere di tua propria iniziativa nulla di grave che già prima non eri solito di fare. Reprimi l’impulso del tuo cuore e della tua volontà; aspetta umilmente nel timore e nel rispetto di Dio ch’Egli si degni d’illuminarti. Tieni per certo che se, nel dubbio, intraprendessi da te stesso una cosa grave e insolita, non riusciresti a nulla di bene. Non intendo parlare se non di cose gravi e che escono dall’ordinario, sulle quali tu hai un dubbio.

Perseverare nelle pratiche comuni

Quinto rimedio. Per tutte queste Cose straordinarie non lasciar mai un bene che avevi intrapreso prima che esse si producano. Soprattutto guardati dall’abbandonare la preghiera, la confessione, la comunione, i digiuni e le altre opere di pietà e d’umiltà, quand’anche non ci trovassi alcuna consolazione.

Abbandono alla divina volontà

Sesto rimedio. In queste occasioni solleva la tua mente e il tuo cuore a Dio pregandolo umilmente di fare quello che sarà più utile alla sua gloria e alla salute dell’anima tua. Sottometti la tua volontà alla sua volontà divina. Se è sua volontà di lasciarti in queste tentazioni. la tua sia di non mai offenderlo.

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