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S. Vincenzo Ferrer | Trattato della vita spirituale | p. III. c. I. Due fondamenti della vita spirituale

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MEMLING, Hans (b. ca. 1440, Seligenstadt, d. 1494, Bruges) Virgin and Child – Oil on wood Diocesan Museum of the Cathedral, Burgos

CAPITOLO II.

Due fondamenti della vita spirituale

Chiunque voglia sfuggire i lacci e le insidie finali dell’Anticristo, ossia del demonio, deve eccitare nel suo cuore due sentimenti.

Rinunziare a se stesso nell’umiltà

Anzitutto provi davanti a se stesso il medesimo sentimento che davanti ad un cadavere, brulicante di vermi, fetente, nauseante fino a tal punto da doversi turare le narici a cagione della puzza e rivoltare la faccia per evitare un simile orrore.

Ecco, fratello mio, quello che ogni giorno dobbiamo fare, tu ed io. Io più di te, perché l’intera mia vita è un’infezione, tutto un’infezione, sono io stesso, il mio corpo e l’anima mia e tutto ciò che sono io, nella feccia e nella putredine de’ miei peccati e delle mie iniquità, non è che un fetore e un oggetto d’orrore. E quello che è peggio, sento che questa infezione si rinnova e cresce ogni giorno.

Al sentimento della sua corruzione il servo di Dio deve aggiungere una confusione profonda alla presenza di Dio, giudice rigoroso, come davanti a Colui che vede e sa tutto, e un vivo dolore d’aver offeso Iddio, d’aver perduto la grazia, frutto del Sangue di Gesù e dell’acqua battesimale.

Di questa confusione che prova davanti a se stesso e davanti a Dio, dev’essere pervaso anche davanti agli angeli, alle anime sante e perfino davanti a tutti gli uomini. Deve convincersi ch’egli è un oggetto d’abominazione e di disgusto per tutti e che le persone non solo sdegnano di occuparsi di ciò ch’egli dice e fa, ma che sono forzati, davanti a lui, a turarsi le narici, a rivoltare la faccia per non vederlo, a rigettarlo come un cadavere putrefatto, a segregarlo dalla società e a relegarlo come un lebbroso ributtante.

In quanto al suo corpo, sia persuaso che gli si renderebbe giustizia strappandogli gli occhi, amputandogli le mani, il naso e le orecchie, torturandolo in tutti i suoi sensi e in tutte le sue membra: perché ne ha abusato per offendere il suo Dio e il suo Creatore. Desideri d’essere disprezzato e calpestato. Sopporti pazientemente, con somma gioia ed allegrezza, tutti i rimproveri, le vergogne, le diffamazioni, le ingiurie, i biasimi e le contraddizioni d’ogni genere.

Unione colla santa umanità di Gesù

In secondo luogo bisogna che, con un sentimento di totale sfiducia di te stesso, delle tue buone opere e di tutta la tua vita, ti volga tutto quanto a N. S. Gesù Cristo, poverissimo, umilissimo, abbeverato d’insulti e di disprezzo, morto per te, e che t’abbandoni nelle sue braccia, finché non sii morto ne’ tuoi sentimenti umani e Gesù Cristo viva nel tuo cuore e nell’anima tua. Bisogna che, completamente trasformato e trasfigurato, tu più non abbia nel più intimo di te stesso se non il desiderio di vedere, d’udire, d’amare Gesù per te confitto in Croce, come faceva la Vergine Maria. Morto al mondo, vivrai nella fede.

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