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S. Vincenzo Ferrer | Trattato della vita spirituale | p. III. c. III. Disposizioni abituali dell’anima che vuole unirsi a Dio

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MEMLING, Hans (b. ca. 1440, Seligenstadt, d. 1494, Bruges) Virgin and Child with Musician Angels 1480 Oil on oak, 40 x 29 cm Alte Pinakothek, Munich

CAPITOLO III

Disposizioni abituali dell’anima che vuole unirsi a Dio

Nostro contegno riguardo a Dio

Riguardo al Signore devi esercitarti in sette disposizioni principali:

Un amore ardentissimo;

Un timore sommo;

Il rispetto di sua Maestà;

Uno zelo perseverante;

Il ringraziamento e la lode;

Un’ubbidienza pronta e universale;

Un gusto vivo, per quanto è possibile, delle soavità divine.

Devi dunque chiedere continuamente queste disposizioni dicendo:

 – Buon Gesù, fate ch’io sia, fino nel più intimo del cuore e dell’anima, pervaso d’amore, di timor sommo, di rispetto e di zelo ardente per la gloria vostra, di modo che, geloso del vostro onore, io provi il più violento orrore contro tutti gli oltraggi che vi si fanno, principalmente, o mio Dio, contro quelli che sono stati compiuti in me, da me o per causa mia.

Fate inoltre ch’io vi riconosca e vi adori umilmente come mio Signore e mio Creatore, e che per i vostri benefizi io non cessi di rendervi fervide grazie.

Fate che sempre e in ogni cosa io vi benedica, vi lodi e vi glorifichi nell’allegrezza e nel giubilo del cuore; che, ubbidendovi in ogni cosa, io passa, nonostante la mia indegnità e la mia ingratitudine, gustare eternamente le vostre ineffabili dolcezze cogli angeli e apostoli vostri.

Nostro contegno riguardo a noi stessi

Riguardo a te stesso, esercitati in sette altre disposizioni;

Confusione profonda riguardo ai tuoi vizi e ai tuoi difetti;

Dolore acutissimo e amarissimo che ti faccia piangere e deplorare i tuoi peccati, perché hanno offeso Dio e macchiato l’anima tua;

Umiliazione di te stesso con disprezzo: riguardati come un oggetto vile e corrotto e desidera d’esser disprezzato;

Stretto rigore per macerare il tuo corpo; risoluzione di trattarlo come una sozzura di peccato, anzi come un luogo immondo, una sentina, un ammasso di corruzione;

Odio implacabile contro tutti i tuoi vizi e tutto ciò che t’induce al peccato;

Vigilanza energica sopra tutti i tuoi sensi, tutte le tue azioni e tutte le tue potenze che devi rigorosamente tener disposte al bene;

Discrezione perfetta, ossia moderazione: in tutte le cose osserva diligentemente la giusta misura tra il troppo e il troppo poco, l’esagerato e l’insufficiente, di modo che tu non faccia né più né meno di quello che bisogna.

Nostro contegno riguardo al prossimo

Riguardo al prossimo, esercitati in sette altre disposizioni:

Tenera compassione che ti faccia sentire i mali e gl’incomodi del prossimo come se fossero tuoi;

Dolce piacere del bene che loro avviene come se avvenisse a te stesso;

Paziente tolleranza e perdono dell’ingiurie, che riceverai con calma e perdonerai con tutto il tuo cuore;

Affabilità piena di benevolenza che ti renderà amabile verso tutti ne’ tuoi atti e nelle tue parole;

Umile rispetto: preferirai gli altri a te stesso, li onorerai tutti e nel tuo Cuore ti sottometterai a loro come ai tuoi padroni;

Concordia perfetta; per quanto puoi e Dio te lo permette, sii del parere altrui, segui i loro desideri legittimi e considerati come una sola cosa con essi;

Dono della tua vita ad esempio di Gesù: come Lui sarai pronto a dare la salute per tuoi fratelli. Avrai cura di pregare e di lavorare giorno e notte perché essi s’uniscano intimamente a Gesù e Gesù ad essi.

Tuttavia da questi ultimi consigli non concluderai che tu non debba evitare e fuggire con tutte le tue forze i vizi degli uomini. Anzi ogni volta che la compagnia dei cattivi e dei tiepidi può esser per te un pericolo e distoglierti dalla perfezione, devi fuggirli come si fuggono i serpenti e i mostri. Perché il carbone più ardente si spegne nell’acqua o si raffredda; invece il più freddo s’accende al contatto d’altri carboni ardenti. Ma se questo pericolo di corruzione non esiste, distogli semplicemente gli occhi dai difetti del prossimo, oppure, se non puoi non vederli, sopportali con compassione, come i tuoi.

Nostro contegno riguardo alle cose temporali

Per regolare la tua condotta riguardo alle cose dell’eternità e delle cose del tempo, procura d’acquistare verso queste ultime le quattro disposizioni seguenti:

Diportati come un pellegrino e uno straniero: considera tutte queste cose esteriori ed estranee a tal segno che gli stessi tuoi abiti ti siano così indifferenti come se fossero nell’India;

Paventa l’abbondanza nella tua vita come un veleno e come un mare che t’inghiottisse; All’opposto, ama di provare l’indigenza, d’esser nel bisogno: è la scala che fa salire alle eterne ricchezze del Paradiso;

Evita la compagnia, il commercio e il fasto dei ricchi e dei grandi, ma senza disprezzo, Ama solamente la compagnia dei poveri. Sia per te un piacere ricordarti di loro, vederli, conversar con loro. Sono essi l’immagine di Cristo: con loro, come con dei re, vivi pieno di lieto rispetto e orgoglioso della loro compagnia.

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