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S. Vincenzo Ferrer | Trattato della vita spirituale | p. III. c. V. Massime spirituali

21virgi
MEMLING, Hans (b. ca. 1440, Seligenstadt, d. 1494, Bruges) Virgin and Child Enthroned 1480s Oil on oak panel, 81 x 55 cm Staatliche Museen, Berlin

CAPITOLO V.

Massime spirituali

Alcune massime essenziali

La povertà evangelica praticata dagli Apostoli è fondata su tre punti essenziali:

L’abdicazione di tutti i propri i diritti;

L’uso ristretto delle cose materiali; L’amore abituale degli effetti della povertà.

***

Vi sono tre parti nell’astinenza: Indebolire i desideri della carne e cura dei bisogni della vita;

Rendersi indifferenti alla quantità alla qualità dei cibi; Fare un uso sobrio di ciò che ci si dà.

***

Vi sono tre cose che bisogna evitare e fuggire sollecitamente:

Di fuori, la distrazione delle faccende;

Dentro, l’orgoglio e l’ambizione;

L’attacco eccessivo e sregolato ai beni materiali e un’affezione umana e disordinata verso noi stessi, i nostri amici secondo la carne o secondo il nostro Ordine.

***

Vi sono tre cose che bisogna ricercare in modo particolare:

Il desiderio d’esser disprezzato, calpestato, pubblicamente abbassato;

Un’intima compassione per Gesù Crocifisso;

La tolleranza delle persecuzioni e del martirio per amore di Gesù e per riprodurre la vita evangelica.

Durante il giorno chiedi queste tre cose con preghiere prolungate e accompagnate da gemiti e ardenti sospiri.

***

Vi sono tre cose che dobbiamo meditare assiduamente:

Gesù nella sua Incarnazione, nella sua Passione e negli altri suoi misteri;

La vita degli Apostoli e dei primi Frati del nostro Ordine, eccitando in noi il desiderio d’imitarli;

La vita che condurranno più tardi gli uomini evangelici (24).

La vita degli uomini evangelici

Devi meditare giorno e notte la vita di quegli uomini poverissimi, semplicissimi e mansuetissimi, umili fino a stimarsi vili, uniti per un’ardente carità a Gesù, non pensando che a Gesù, non parlando che di Gesù, non gustando che Gesù e Gesù Crocifisso, indifferenti al mondo, dimentichi di sé, contemplando la gloria eterna di Dio e degli eletti, a cui tutto il loro essere anela nel desiderio incessante della morte ad esempio di S. Paolo che diceva: «Desidero di morire e d’essere con Cristo». Essi possederanno i tesori immensi e inestimabili delle ricchezze celesti. Saranno meravigliosamente invasi e sommersi dalla deliziosa abbondanza delle dolcezze e delle gioie del Paradiso.

Nelle tue meditazioni figurati questi uomini che cantano sull’arpa del loro cuore, nel rapimento dell’estasi, il cantico degli angeli. Questa visione ti farà desiderare con incredibile ardore la venuta di questo tempo; dissiperà le nubi del dubbio e dell’ignoranza e t’introdurrà in una mirabile luce: distinguerai chiaramente tutti i mali del nostro tempo e comprenderai la misteriosa disposizione di tutti gli Ordini religiosi che dal tempo dell’Incarnazione di Cristo sono nati e nasceranno dalla Chiesa sino alla fine dei secoli, sino al momento in cui sarà consumata la gloria del nostro sommo Signore Gesù Cristo.

Porta sempre nel tuo cuore Gesù Crocifisso, affinché ti conduca alla sua eterna gloria. Amen.

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