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S. Vincenzo Ferrer | Trattato della vita spirituale | p. III. Riassunti e Massime Spirituali. c. I. Alcuni motivi di tendere alla perfezione

13nodo

MEMLING, Hans Flemish painter (b. ca.1440, Seligenstadt, d. 1494, Bruges) The Donne Triptych c. 1475 Oil on oak, 70,5 x 70,5 cm (central panel), 70,5 x 30,5 cm (wings)
National Gallery, London

PARTE TERZA

Riassunti e Massime Spirituali

CAPITOLO I.

Alcuni motivi di tendere alla perfezione

Lieto del bene che hai intrapreso per gloria divina e desideroso d’aiutarti perseverare e a salire più in alto, o almeno a dartene il desiderio, voglio esporti alcuni dei motivi che abbiamo d’eccitare il nostro cuore ad una vita più perfetta: il che tuttavia non potresti né intraprendere né continuare colle tue proprie forze.

Toccherò solo rapidamente ciascuno di questi motivi senza spiegarli, affinché impari a meditare lungamente sopra poche parole, e affinché ciascuno di questi pensieri sia per te il soggetto di contemplazioni profonde ed estese. Però se vuoi trame profitto, non basta occuparne l’intelletto, ma bisogna farli passare nel cuore e decidere la volontà a fare quello che questi pensieri consigliano. Per aiutarti, ti mostrerò in poche parole come questi motivi non produrranno qualche effetto nell’anima tua se non sono compenetrati d’un sentimento e d’un amor soprannaturale.

L’onore dovuto a Dio

Primo motivo: l’amore e l’onore che Dio merita per la sua bontà, per la sua sapienza e per le altre sue perfezioni innumerevoli e infinite. Considerandole, capirai che quello che fai per onorarlo e ringraziarlo e che tu credevi essere molto, è in realtà pochissimo e come nulla in confronto di quello che merita.

Questo motivo è il primo, perché anzitutto le nostre opere devono essere dirette a glorificare, a rispettare Dio, a dargli l’amore che merita sopra tutte le creature.

Questo primo motivo tocca solo le anime grandi che sentono ed amano di contemplare la nobiltà, la perfezione e la maestà divina e si sforzano di proporzionare il loro amore e il loro culto all’infinità di Dio (14).

I patimenti di Gesù per noi

Secondo motivo: i disprezzi, le ingiurie, le privazioni, i dolori e l’amarissima Passione che il Figliuolo di Dio soffrì per tuo amore, affinché tu stesso l’amassi e l’onorassi. Se tu li mediti, vedrai quanto poco hai fatto per l’onore e l’amore di Dio rispetto a ciò che avresti dovuto fare (15).

Questo motivo è più elevato e più perfetto dei seguenti, perciò l’ho messo al secondo posto. Esso trascina solamente le anime che provano una devozione affettuosa all’amore e alla bontà che il Figliuolo di Dio ci manifestò nella sua Passione. Queste anime desiderano con tutte le loro forze di contraccambiare a Dio la sua bontà e il suo amore.

La nostra vocazione soprannaturale

Terzo motivo: l’innocenza e la perfezione a cui ci obbliga la legge di Dio che esige, insieme con l’assenza d’ogni vizio e d’ogni peccato, la pienezza della virtù. Difatti è ciò che richiede il comandamento d’amare Iddio con tutto il nostro cuore, con tutta l’anima nostra e con tutte le nostre forze. pensaci, e vedrai la tua debolezza e la distanza che ti separa da questa purezza perfetta.

Questo motivo non produce effetto se non nell’anima che sente quale alta perfezione esige il Signore da ogni creatura e nell’anima che questo motivo sublime induce al compimento generoso della volontà divina (16).

I benefizi di Dio

Quarto motivo: l’abbondanza e la grandezza dei benefizi di Dio. Ricordati dei favori temporali e spirituali ch’Egli distribuisce a tutti e particolarmente a te stesso, e sentirai che ciò che fai e ciò che potrai fare per Dio non è nulla in confronto de’ suoi benefizi e delle sue grazie, massimamente se poni mente alla liberalità e alla bontà che presiedono alle sue larghezze.

Questo motivo eccita soltanto le anime che ripensano in una meditazione affettuosa la grandezza e la nobiltà dei benefizi e della grazia di Dio e si sforzano di rendergli un culto proporzionato alla sua generosità (17).

Le gioie del Cielo

Quinto motivo: la grandezza e la nobiltà della ricompensa e della gloria che Dio promette e prepara a quelli che Lo glorificano colle loro virtù, ricompensa la cui magnificenza sarà proporzionata agli sforzi compiuti.

Questo pensiero ci fa comprendere che il nostro merito non è niente in confronto di tanta gloria ed eccita il desiderio di fare per l’avvenire opere più meritorie. Ma non fa del bene se non quando l’anima stima ed ama d’un amor fervente la gloria del Paradiso e l’attende con una fiducia così ferma che la sua speranza la fa risolvere a praticare virtù che le meriteranno questa gloria (18).

La bellezza della virtù e la deformità del peccato

Sesto motivo: la bellezza e la generosità della virtù, la nobiltà ch’essa conferisce all’anima e d’altra parte la bassezza vergognosa del vizio e del peccato.

Questa considerazione spinge un uomo saggio ad acquistare maggiore Virtù e ad evitare più diligentemente il peccato. Per essere efficace essa richiede un’anima pervasa d’orrore per ogni vizio, d’odio per ogni peccato, di simpatia e d’amore per la bellezza della virtù e del doni di Dio. Odio ed amore che devono possedere l’anima tutta quanta fino nelle sue profondità.

Gli esempi dei Santi

Settimo motivo: la sublime perfezione della vita dei Santi, il numero e l’eccellenza delle loro virtù. Che differenza in confronto dell’imperfezione della nostra vita e della tiepidezza delle nostre opere! (19).

Questo motivo può ottenere un effetto solo quando l’anima, eccitata da una grande stima della vita dei Santi, desidera di riprodurla, principalmente la vita dei Santi assolutamente perfetti: la Vergine Maria prima di tutti, S. Giovanni Battista, S. Giovanni Evangelista, gli Apostoli ed altri ancora.

La riparazione delle nostre colpe

Ottavo motivo: la gravità e la moltitudine dei tuoi peccati contro Dio. Per quanto buone siano le tue opere, non son niente per soddisfare i tuoi debiti per via di giustizia.

Questo motivo sarà utile solamente all’anima che non teme di rivolgere contro se stessa i peccati che ha commesso contro Dio e che è fermamente risoluta di rendere giustizia a Dio e a pagare il suo debito con opere meritorie.

Il pericolo di dannazione

Nono motivo: le tentazioni della carne, del mondo e del demonio che ti mettono in pericolo da ogni parte.

Questo pensiero ti ecciterà ad essere più saldo e a salire più in alto che mai nella virtù a fine di resistere più sicuramente a queste tentazioni. Ma non può servire che all’anima pervasa dal sentimento della sua debolezza e dal grave pericolo delle tentazioni, e determinata a fuggire le occasioni per mettersi al sicuro sotto la protezione della grazia (20).

Il timore del giudizio di Dio

Decimo motivo: il rigore del giudizio di Dio. Tu desideri di comparire a questo giudizio con molte buone opere e soddisfazioni per tuoi peccati. Ma che cosa sono le tue buone opere e la tua penitenza in confronto di ciò che avresti dovuto fare?

Questa considerazione suppone nell’anima la cognizione de’ suoi peccati, il timore e il terrore intimo della sentenza che sarà pronunziata nel giudizio universale contro i peccatori impenitenti (21).

L’incertezza della morte

Undecimo motivo: la brevità della vita e l’avvicinarsi della morte della quale ignori l’ora e dopo la quale non potrai fare alcuna opera meritoria, alcuna penitenza. Perché non usiamo uno zelo più generoso nelle nostre mortificazioni e nelle nostre opere? Questo pensiero non produce frutti se non in un’anima atterrita dalla morte e fermamente decisa di fare opere meritorie (22).

I pericoli dell’orgoglio e della tiepidezza

Dodicesimo motivo: qualunque siano i tuoi principii e i tuoi progressi nella virtù, se non desideri una vita sempre più perfetta e non ti sforzi per arrivarci, è perché c’è in te un fondo di presunzione e d’orgoglio, molta tiepidezza e negligenza. Ora la presenza di questi due vizi trascina sempre seco una turba di disordini spirituali. Se vuoi liberartene, fa degli sforzi costanti per condurre una vita più sublime e più perfetta, qualunque sia la perfezione de’ tuoi inizi. A quelli che cominciano coll’esser ferventi e cadono poi nella tiepidezza, perché credono d’essere qualche cosa, S. Bernardo dice: «Ah! se sapessi quanto poca cosa è ciò che hai e quanto presto la perderai se Chi te la diede non te la conserva!

Questa considerazione, per essere efficace, domanda un’anima che sente e comprende che darsi alla pratica della virtù senza il desiderio di salire più in alto suppone orgoglio e tiepidezza, e precipiterà in grandi sventure chi non evita questi vizi.

I segreti giudizi di Dio

Tredicesimo motivo: gl’imperscrutabili giudizi di Dio in alcune persone che, dopo una lunga perseveranza in un’alta santità e in una grande perfezione, sono state abbandonate da Dio a cagione di alcuni vizi nascosti ch’esse non credevano d’avere.

Questa considerazione, qualunque sia la tua perfezione di vita, ti deciderà sicuramente a purificare ogni giorno i tuoi affetti e le tue intenzioni, a correggerti più sollecitamente che mai d’ogni difetto, a tendere a una santità più perfetta e a temere che non vi sia in te qualche vizio nascosto che ti faccia abbandonare da Dio. Ma non tocca se non un’anima piena di sollecitudine per la sua salute e che teme d’essere privata della grazia (23).

Le pene dell’inferno

Quattordicesimo motivo: le pene dell’inferno riservate a tutti i peccatori. Pensaci e troverai leggere tutte le penitenze, umiliazioni, povertà e tutte le prove che potrai sopportare per Dio in questa vita a fine di sfuggire queste pene. Il timore di questi supplizi non cesserà di spingerti a una vita più alta e più perfetta.

Questo motivo tocca principalmente un’anima atterrita dalle pene eterne, convinta d’averle meritate per le sue colpe e che si sforza di sfuggirle colla penitenza.

Riassunto: due punti essenziali

Nota che in ciascuno di questi motivi tutto si riduce a due punti: prima al sentimento della nostra imperfezione e del nostro nulla, poi al desiderio efficace di sollevarsi a una vita più perfetta. Così il sentimento della nostra imperfezione e del nostro nulla non deve mai essere senza il desiderio e lo sforzo di giungere a una vita più perfetta e viceversa.

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