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S. Vincenzo Ferrer | Trattato della vita spirituale | PARTE SECONDA La Pratica della Vita Spirituale CAPITOLO I. Il Direttore della coscienza

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Oil on oak panel, 44 x 33 cm Metropolitan Museum of Art, New York

 PARTE SECONDA
La Pratica della Vita Spirituale

CAPITOLO I.
Il Direttore della coscienza

È da sapere che chi ha un direttore al quale obbedisce senza riserva in tutte le cose, piccole e grandi, giungerà alla perfezione molto più facilmente e più presto di quello che potrebbe fare da solo, anche con un’intelligenza perspicacissima e con libri dotti in materia spirituale.
Anzi Gesù Cristo non concederà mai la sua grazia, senza la quale non possiamo far nulla, a colui che, avendo a sua disposizione un uomo capace d’istruirlo e di dirigerlo, trascura questo soccorso, persuaso di bastare a se stesso e di poter trovare da solo quello che gli è utile alla salute. Perché la via dell’obbedienza è la via regia che conduce sicuramente gli uomini alla cima di quella scala misteriosa a cui il Signore pareva appoggiato.
È la via che seguirono tutti i Padri del deserto e, in generale, tutti quelli che giunsero alla perfezione, salvochè per una grazia speciale Dio non abbia direttamente istruito certe persone che non avevano potuto trovare direttore. In questo caso la bontà di Dio supplisce all’ assenza totale di soccorsi esterni, purché si faccia ricorso a Lui con un cuore umile e fervente.
Ma è difficile trovare un buon direttore, purtroppo! in questi tempi disgraziati quasi nessuno è capace d’insegnare la perfezione. Peggio ancora, se alcuno vuol darsi a Dio, trova molti che ne lo ritraggono, e quasi nessuno che lo aiuti (7). In tal caso ricorri a Dio con tutto il tuo cuore e domandagli con preghiere insistenti ed umili che t’istruisca. Gettati nelle sue braccia, abbandonati a Lui, come un orfano. Egli ti accoglierà con bontà, perché non vuole la morte di nessuno ma che ciascuno giunga alla cognizione della verità.

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