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Sant’Agostino | Il Maestro interiore > I SINONIMI

madonna

I SINONIMI

Agostino: – Andiamo avanti dunque. Fin qui abbiamo trovato che tutte le parole sono nomi e tutti i nomi sono parole; ora dimmi se, a tuo avviso, anche tutti i nomi sono vocaboli e tutti i vocaboli sono nomi.

Adeodato: – In verità non vedo quale altra differenza ci sia fra queste cose all’infuori di quella del suono delle sillabe.

Agostino: – Per ora non avanzo obiezioni, sebbene non manchino quelli che vi ravvisano anche una differenza di significato. Ma per il momento non è il caso di prendere in considerazione questa opinione. Sicuramente però ti rendi conto che ormai siamo giunti ai segni che si significano reciprocamente, senza altra distinzione che quella del suono, e che significano se stessi insieme a tutte le altre parti del discorso.

Adeodato: – Non comprendo.

Agostino: – Dunque non comprendi che il nome è significato dal vocabolo e il vocabolo dal nome e ciò in modo tale che, escluso il suono delle lettere, non c’è nessuna differenza per quel che concerne il nome preso in senso generale? Invece, per quel che riguarda il nome preso in senso speciale, esso è una delle otto parti del discorso che, come tale, però non contiene le altre sette.

Adeodato: – Ora comprendo.

Agostino: – Ma è quanto ho detto, che cioè vocabolo e nome si significano reciprocamente.

Adeodato: – Comprendo, ma ti chiedo cosa hai inteso dire aggiungendo che significano se stessi insieme con le altre parti del discorso.

Agostino: – Il precedente ragionamento non ci ha forse insegnato che tutte le parti del discorso possono essere dette sia nomi che vocaboli, cioè possono essere significate tanto dal nome quanto dal vocabolo.

Adeodato: – Sì.

Agostino: – Bene. E se ti chiedessi come chiami il nome, cioè questo suono espresso con due sillabe, non mi risponderesti correttamente che lo chiami “nome”?

Adeodato: – Esatto.

Agostino: – Ma forse anche il segno di quattro sillabe che pronunciamo quando diciamo “congiunzione” significa se stesso in questo modo? No, perché questo nome non può essere posto fra le congiunzioni che significa.

Adeodato: – Lo ammetto.

Agostino: – E questo è quanto abbiamo detto affermando che il nome significa se stesso insieme con le altre cose che significa. E ciò, come puoi comprendere da te stesso, vale anche per il vocabolo.

Adeodato: – E’ facile ormai; mi viene in mente tuttavia che il nome si intende in senso generale e in senso specifico, mentre il vocabolo non rientra tra le otto parti del discorso. Perciò ritengo che vi sia qualche altra differenza tra loro, oltre alla diversità del suono.

Agostino: – Ma tu pensi che tra nomen e on o m a (ònoma) vi sia qualche altra differenza oltre a quella del suono per cui anche la lingua latina si distingue da quella greca?

Adeodato: – In questo caso in verità non vedo altra differenza.

Agostino: – Dunque siamo arrivati a quei segni che significano se stessi e che si significano reciprocamente l’uno con l’altro, e ciò che è significato dall’uno lo è anche dall’altro, per cui differiscono tra loro soltanto per il suono. Questo quarto caso l’abbiamo trovato ora; i tre precedenti riguardano il nome e la parola.

Adeodato: – Ci siamo veramente arrivati.

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