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Secondo Racconto. Signore… Gesù… Cristo… (IV)

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Faithful cries as Pope Francis prays for Virgin Mary in the Peruvian city of Trujillo, on January 20, 2018.
Pope Francis condemned “organized crime” and prayed for flood victims during a giant open air mass at a beach in Trujillo, Peru’s crime-plagued largest northern coastal city. Francis acknowledged the “insecurity” due to the high crime rate in the region, still struggling to rebuild after deadly devastating floods one year ago. / AFP PHOTO / Vincenzo PINTO (Photo credit should read VINCENZO PINTO/AFP/Getty Images)

 – Nel mio villaggio – disse – non ero mica l’ultimo arrivato; avevo un mestiere, tingevo i tessuti in rosso e blu; vivevo benino, ma da peccatore: ingannavo volentieri i miei clienti e bestemmiavo a ogni occasione; ero volgare, ubriacone e attaccabrighe. In quel villaggio c’era un cantastorie che possedeva un libro vecchio sul Giudizio finale e spesso egli andava per le case dei fedeli ortodossi a leggerne dei passi, e gli si dava un po’ di denaro. Veniva anche da me. Di solito gli si dava cinque soldi e quello rimaneva a leggere fino al canto del gallo. Una volta che, pur prestando orecchio alla lettura, io stavo lavorando, egli lesse un passo sui tormenti dell’inferno e sulla risurrezione dei morti, come Dio verrà a giudicare, come gli Angeli faranno squillare le trombe, e il fuoco e la pece che vi saranno, e i vermi che divoreranno i peccatori. A un tratto provai uno spavento terribile, e mi dissi:Io non me la cavo, no certo! Questi tormenti sono anche per me. Qua è meglio che mi metta a salvare l’anima mia e forse riuscirò a farmi perdonare i miei peccati“.

Ci pensai su a lungo e alla fine decisi di abbandonare il mio mestiere; vendetti casa e bottega, e dal momento che non avevo famiglia, divenni guardaboschi, non chiedendo per salario che il pane, qualcosa per coprirmi e qualche cero da accendere durante la preghiera. Sono qui ormai da più di dieci anni. Non mangio che una volta al giorno e mi accontento di pane e acqua. Ogni notte mi alzo al canto del gallo e fino alle prime luci del giorno faccio le mie genuflessioni e i miei inchini fino a terra; quando prego; accendo sette ceri davanti all’icona. Di giorno, quando percorro la foresta, porto sulla pelle delle catene di settanta libbre. Non bestemmio, non bevo birra né alcool, non litigo con alcuno; delle donne ho sempre fatto a meno. All’inizio ero piuttosto contento di vivere così, ma a lungo andare per forza sono assalito da considerazioni che non posso mandar via. Dio solo sa se io riscatterò i miei peccati, ma intanto questa vita è proprio dura. E poi, è vero quello che il libro racconta? Come fa l’uomo a risuscitare? Quelli che sono morti da cent’anni e più sono polvere ed è sparita anche quella. E poi, ci sarà o non ci sarà un inferno? In ogni caso, nessuno è mai tornato dall’altro mondo; quando l’uomo muore, si putrefà e non ne rimangono più tracce. Questo libro forse l’hanno scritto i preti per far paura a noi ignoranti, e per tenerci più sottomessi. Così si vive male, senza un po’ di consolazione su questa terra, e poi nell’altro mondo non troveremo nulla! Allora ne vale proprio la pena? Non è meglio avere un bel po’ di tempo subito? Queste idee non mi danno pace – aggiunse – e ho paura di dover riprendere il mio vecchio mestiere.

Ero pieno di pietà per lui e mi dicevo: “Si dice che solo i sapienti e gli intellettuali diventano liberi pensatori e non credono più a nulla, ma i nostri fratelli, i semplici contadini, sanno fabbricarsi da sé una bella incredulità! Certamente il mondo delle tenebre fa presa su tutti e forse più facilmente ancora sui semplici. Bisogna ragionare fin dove è possibile e fortificarsi contro il nemico con la parola di Dio“.

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epa06450391 A handout picture provided by the Vatican newspaper L’Osservatore Romano shows Pope Francis (2-L) arrives at Iquique Airport in Chile, 18 January 2018. The Pope will celebrate an open-air mass on the beach before leaving for Peru on the last leg of his South American trip. EPA/OSSERVATORE ROMANO / HANDOUT HANDOUT EDITORIAL USE ONLY/NO SALES

Così per sostenere un poco il fratello e rinsaldare la sua fede, trassi dal sacco la Filocalia e l’aprii al capitolo 109 del beato Esichio. Glielo lessi, e spiegai che non ci si astiene dal peccare solo per timore del castigo, perché l’anima non può liberarsi dai pensieri colpevoli che con la vigilanza dello spirito e la purità del cuore.

Tutto si acquista con la preghiera interiore. Se qualcuno si mette sulla via dell’ascetica, non solo per timore dei tormenti dell’inferno ma anche per desiderio del Regno celeste – aggiunsi – i Padri paragonano la sua azione a quella di un mercenario. Ma Dio vuole che noi veniamo a Lui come figli, vuole che l’amore e lo zelo ci spingano a comportarci in modo degno e che godiamo dell’unione perfetta con Lui nell’anima e nel cuore. Puoi fare quel che vuoi; logorarti, importi le prove e le penitenze fisiche più dure, ma se non hai Dio sempre nello spirito e la preghiera di Gesù nel cuore, non sarai mai al riparo dai cattivi pensieri; sarai sempre pronto a peccare alla prima occasione. Mettiti dunque, fratello, a recitare senza posa la preghiera di Gesù; ti sarà facile farlo in questa solitudine; ti accorgerai presto del suo benefico effetto. Le idee empie spariranno, la fede e l’amore per Gesù Cristo si riveleranno a te; capirai come i morti possono risuscitare e il Giudizio ultimo ti apparirà quello che realmente è. E nel tuo cuore ci sarà tanta leggerezza e tata gioia che ne sarai meravigliato; non ti sentirai più stanco o turbato per la tua vita di penitenza!

Gli spiegai poi come meglio potevo il modo di recitare la preghiera di Gesù, secondo il comandamento divino e gli insegnamenti dei Padri. Il guardaboschi non chiedeva di meglio e la sua inquietudine diminuì. Allora, congedandomi da lui, entrai nella vecchia capanna che mi aveva indicata.

 

Lavori spirituali

Mio Dio, che gioia, che consolazione, che rapimento provai nel varcare la soglia di quel ricovero, o per meglio dire, di quella tomba; mi apparve come un magnifico palazzo pieno di letizia e mi dissi: bene, ora in questa calma e in questa pace bisogna lavorare seriamente e pregare il Signore di illuminare la mia mente. Così cominciai a leggere la Filocalia dal principio alla fine con grande attenzione. Dopo un certo tempo, terminata la lettura, mi resi conto della saggezza, della santità e della profondità di quel libro. Ma dato che vi erano trattati argomenti diversi, non potevo capire tutto, né raccogliere le forze del mio spirito sul solo insegnamento della preghiera interiore per arrivare alla preghiera spontanea e perpetua nell’intimo del cuore. Ne avevo però un vivo desiderio, secondo il comando divino trasmesso dall’Apostolo: Cercate i doni più perfetti (1Cor 12,31), e anche: Non spegnete lo spirito (1Ts 5,19). Ma per quanto riflettessi, non sapevo cosa fare. Non ho un’intelligenza tanto acuta e non c’era nessuno che mi potesse aiutare.

Cercherò di annoiare il buon Dio a forza di preghiere, e allora Lui illuminerà la mia mente. Passai così una giornata a pregare senza fermarmi un solo istante; i miei pensieri si calmarono e mi addormentai; ed ecco che in sogno mi vedo nella cella del mio starets ed egli mi spiega la Filocalia dicendo: “Questo santo libro è pieno di grande saggezza. È per questo che voi, spiriti semplici, non dovete leggere i libri dei Padri tutti di seguito come sono esposti qui. Questa è una disposizione conforme alla teologia; ma colui che non è istruito e vuole imparare la preghiera interiore nella Filocalia deve attenersi a quest’ordine: leggere per prima cosa il libro del monaco Niceforo (nella seconda parte) poi il libro di Gregorio il Sinaita per intero, salvo i capitoli brevi, poi le tre forme della preghiera di Simeone il Nuovo Teologo e il suo trattato sulla fede, infine il libro di Callisto e Ignazio. In questi testi si trova l’insegnamento completo della preghiera interiore del cuore, alla portata di tutti. Se vuoi un testo ancora più comprensibile, prendi nella quarta parte lo schema della preghiera di Callisto, patriarca di Costantinopoli.”

E io, come se avessi avuto in mano la Filocalia, cercavo il passo indicato senza riuscire a trovarlo. Lo starets allora, sfogliando qualche pagina, mi disse: – Eccolo, te lo segno! E raccolto un pezzo di carbone da terra, fece una riga sul bordo della pagina, accanto al passo indicato. Ascoltai con attenzione tutte le parole dello starets e cercai di fissarle nella memoria con fermezza e in ogni particolare.Mi svegliai e, visto che ancora non era giorno, rimasi disteso, richiamando alla memoria tutto quel che avevo veduto in sogno e ripetendo quel che mi aveva detto lo starets. Poi mi misi a riflettere: Dio sa se è l’anima del mio defunto starets che mi appare così o le mie idee che prendono tale forma, perché io penso spesso e a lungo alla Filocalia e allo starets!

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epa06446317 A Carmelite noun coordinates the access of the faithfuls prior to the arrival of Pope Francis at Maquehue airdrome in Temuco, Chile, 17 January 2018. The pontiff is on a three-day visit to the country, from where he will travel to Peru the upcoming 18 January. EPA/ELVIS GONZALEZ

Mi alzai in questa incertezza di spirito; cominciava ad albeggiare. Ad un tratto vedo sulla pietra che mi serviva da tavolo la Filocalia aperta alla pagina indicata dallo starets e segnata con un tratto di carbone, proprio come nel sogno; il carbone era ancora lì vicino al libro. Ne fui colpito, perché mi ricordai che il libro la sera non era sulla pietra; l’avevo messo, chiuso, accanto a me prima di prendere sonno, e mi ricordai anche che in quella pagina non c’era alcun segno. Questo fatto mi diede fede nella verità dell’apparizione e mi garantì della santità della memoria del mio starets. Così ricominciai a leggere la Filocalia secondo l’ordine indicato. Lessi una volta, poi un’altra, e questa lettura infiammò il mio zelo e il desiderio di provare coi fatti tutto quello che avevo letto. Scoprii chiaramente il senso della preghiera interiore, i mezzi per arrivarci e i suoi effetti; compresi che essa riscalda l’anima e il cuore, e che si può distinguere se questa felicità viene da Dio, dalla natura sana o dall’illusione.

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